Arriva Google App Maker per ideare app aziendali

Con l’aggiornamento di G Suite, Google ha dato inizio a un nuovo capitolo della sua storia che l’ha portato anche a lanciare Google App Maker. Utilizzando infatti il pacchetto di Suite si potrà finalmente accedere a questo nuovo tool utile per ideare app aziendali. Per usarlo non serviranno conoscenze di codice, ma si potrà comodamente personalizzare la propria app attraverso un’interfaccia grafica che è facile e pratica da utilizzare. Big G vuole fornire alle aziende la possibilità di interagire con tutti i sistemi Google per creare applicazioni nel minor tempo possibile. Si tratta di una vera innovazione che potrebbe avere un importante riscontro a livello internazionale, tanto da favorire importanti cambiamenti, lanciando un nuovo standard aziendale. Ogni contenuto (che sia CSS, Javascript, HTML, API o framework Material Design) potrà interagire senza creare alcun tipo di problema. Per ora però il nuovo tool sarà accessibile solo grazie al programma Early adopter.

Un passo importante verso l’automatizzazione dei sistemi

Il passo fatto da Google non può passare inosservato: questo perché sembra essere un punto importante di svolta verso l’automatizzazione dei sistemi, cercando soprattutto di semplificare il mondo del web. Questo però causa un immediato effetto a catena: iniziano le preoccupazioni per chi lavora proprio grazie alla creazione di app. Google e il suo tool potrebbero ridurre drasticamente la clientela aziendale con un’offerta che è assolutamente completa e competente. Al tempo stesso però questa paura non è del tutto veritiera.

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La rivoluzione dei computer quantistici: al via nel 2017?

Una delle più importanti rivoluzioni informatiche potrebbe essere dietro l’angolo. Parliamo dei computer quantistici, che sono nuovi dispositivi utili per il trattamento delle informazioni e per eseguire operazioni sui dati. Nel farlo utilizzano fenomeni tipici della meccanica quantistica, tra i quali spicca la sovrapposizione degli effetti. Per semplificare possiamo dire che un in un computer tradizionale il bit è l’unità fondamentale, mentre per nella nuova versione troviamo il qubit. Nel primo caso il valore assunto può essere o 1 o 0, mentre nel secondo anche 0 e 1 contemporaneamente. Con questo tipo di approccio aumenta il vantaggio di lavoro delle stesse unità d’informazione che entrano anche in relazione tra loro.

Questa importante svolta è ancora in fase di lavorazione e sviluppo, ma al tempo stesso sta diventando una vera possibilità di mercato. Non a caso Microsoft è una delle prime grandissime aziende che si preparano a puntare proprio sul computer quantistico. L’obiettivo è quello di raddoppiare l’impegno per creare un dispositivo quantistico che deve la sua forza alla costante ricerca in fase di progettazione. Anche a Mountain View qualcosa inizia a muoversi, insieme alla canadese D-Wave Systems che cerca spazio e innovazione per riuscire a creare un chip quantistico entro la fine del prossimo anno. Si parla addirittura di un obiettivo fissato a 40 qubit.

Come si mette in pratica questo progetto?

Sicuramente la strada è ricca di ostacoli legati alla possibile realizzazione di un qubit che richiede elettroni, fotoni e una lavorazione costante che comporta quindi non poche difficoltà.

I computer quantistici sono una teoria formulata negli anni ’60 da Gordon Moore, che è stato un vero maestro del progresso informatico. E’ stato colui che ha lanciato una profezia molto semplice, secondo la quale ogni 18/24 mesi, il prezzo e le dimensioni di un processore si dimezzano, andando però a raddoppiare la velocità e potenza di calcolo. E questo ci porta proprio all’oggi: gli investimenti nel settore sono pronti a permettere così di avverare la profezia per dare inizio alla grande svolta. Si tratterebbe di un salto rivoluzionale di massimo peso che aiuterebbe così ad aprire le porte verso una completa e totale innovazione in termini di potenza di calcolo.

Per ora, come detto, Google e IBM sono in prima linea, affiancati da Microsoft, per poter finalmente mantenere la grande promessa legata ai computer quantistici, che potrebbero avere applicazione immediata in medicina, nella scienza dei materiali e in meteorologia.